2011: il primo Rep Day italiano

RepDay_bozzalogoIl 15 settembre si parla di stampa 3D nel Primo RepRap Meeting italiano, da me organizzato. Se siete amanti della sintesi, ecco tre infografiche sull’argomento:

Cos’è la stampa 3D, by Sculpteo ;
l’evoluzione del Rep Rap, by Makezine
RepRap e Makerbot a confronto.

 

Edit: La mia veloce introduzione è sulla mia pagina Slideshare.

L’appuntamento è a Roma, via Eudossiana 18, sala Mendel (dal Chiostro), il 15 settembre dalle 14.30. L’ingresso è gratuito, iscrivetevi. Più informazioni sul sito dedicato.

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Il PC come modeling device sta finendo la sua corsa come dispositivo singolo, ma inizia ora ad ispirare altre soluzioni, tra le quali la stampa 3D anche tramite Rapid Replicator.

800px-PrusaNella foto: le componenti meccaniche e strutturali di una Prusa stampabili su un’altra RepRap – da Wikimedia

L’incontro metterà in risalto quattro aspetti del (self) Replicating Rapid (prototyper): tecnologia, business model, lunga storia e alternativa open source.
Tecnologicamente valido. Le stampanti 3D si candidano come prossima vera rivoluzione, quanto e più dei pad. Varie tecnologie stanno convergendo, dando vita al mito del replicatore universale a risoluzione micrometrica, con stampa di materiali diversi, anche a colori.

In cerca di un business model. Contenuti, distributori di contenuti e device si affastellano senza sosta, secondo modelli che in qualche modo ricalcano quanto già avvenuto nel mercato video (p2p), musicale e soprattutto librario. Ad oggi non c’è ancora un movimento solido dei contenuti, ma grazie al cloud computing e ai nuovi formati per la stereolitografia si potrebbe assistere ad uno sviluppo imprevedibile: in tempi, anche se non ancora brevissimi, saranno certo brevi.

Storicamente solido. Ideato da Samule Morse, teorizzato da Von Neumann, fantasticato nella fantascienza, avviato in tempi recenti da Neil Gershenfeld, evocato con il nome di Spime dal saggista e scrittore Bruce Sterling (Shaping Things, Apogeo 2005 con il nome “La forma delle cose”) e da sempre nell’immaginario televisivo e cinematografico.

Open sourcing. Come sempre accade dal dopo Linus Torvalds, esiste una forte community Open, avviata nel 1998 grazie al RepRap di Adrian Bowyer. Le proposte della community si affiancano a quelle industriali, che partono da cifre impossibili ma si stanno avvicinando ai 5.000 dollari per l’entry point “sostenibile”.

Insomma, la stampa 3D è arrivata e il RepRap ne è la versione a basso costo e ad alto coinvolgimento. Partecipate!

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